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Ritrovarsi con un viaggio

" Nella vita di Giorgio Barbato, la passione per la fotografia è sempre andata a braccetto con quella per i grandi spazi, la montagna e soprattutto i viaggi e la voglia di conoscere nuovi posti e nuovi popoli.

E' infatti sui crinali dell'Appennino Tosco Emiliano, dove questo poliedrico fotografo tuttora vive, che ha avvertito per la prima volta il bisogno di immortalare le sue genti, gli animali, i paesaggi e la natura nelle sue mutevoli espressioni.

Ed è sulle vette del Nepal, durante uno dei suoi viaggi, che ha deciso di trasformare la sua passione in una vera e propria professione.

Gli sguardi e i sorrisi dei bambini nepalesi, le cime di quelle montagne altissime e le valli strette con sentieri tortuosi lasciano un marchio indelebile nell'anima di Giorgio. Una professione che oggi porta avanti con entusiasmo e con un occhio costantemente rivolto ai temi sociali. "

Spazio Italia Magazine

 

 

 

 

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" Incontriamo spesso Giorgio Barbato, perché frequentiamo i medesimi posti. Lui vive in montagna, e noi capitiamo lì alla bisogna: il più delle volte per piacere. Ci riconosciamo da lontano, prima ancora di salutarci; poi, basta una stretta di mano, fugace, nascosta tra il chiacchiericcio degli amici che frequentiamo. Di fotografia parleremo dopo, lo sappiamo già; ma anche lì basteranno poche parole: circoscritte, precise, concrete.

Giorgio parla piano, con lucidità; a lui non serve molto: nella vita, come in fotografia; però riesce a guardare lontano, oltre gli orizzonti cercati da ragazzo, quando il mondo finiva con la vista di altre pendici: quelle irraggiungibili.

Eppure Giorgio viaggia molto. Ce ne accorgiamo quando non lo incontriamo nei luoghi abituali; così scopriamo che è in Nepal o altrove, cercando di narrare progetti imbastiti in precedenza: sempre con cautela e rigore, con modestia per farla breve. Del resto, l’umiltà (altra dote di Giorgio) non consiste nel farsi piccoli, ma nell’accorciare la distanza tra ciò che si è e quanto si porta avanti. Questa è una legge della montagna o delle piccole comunità: crescendo, quasi ci si rende conto di essere chiamati a un ruolo predestinato, dal quale non si può sfuggire.

Giorgio certamente ha voluto fare il fotografo, ma si è anche scoperto tale: vivendo, un giorno dopo l’altro; così ha fatto la sua parte, sapendo di compiere la cosa giusta. Quando la vita ci chiama a un ruolo, il bisogno dei proclami viene ad azzerarsi; e li nasce la modestia, quella vera. Quest’ultima non nasce dai bassi profili, ma dalla coscienza di sé. Il valore della modestia è tutto lì. Giorgio lo conosce bene. "

Tratto da " Il valore della modestia " di Mosè Franchio

Il lavoro come passione

Giorgio Barbato fotografa per lavoro, ma soprattutto per necessità. I suoi viaggi lo portano spesso tra Europa e Asia, lungo rotte dove le storie si incontrano prima ancora dei luoghi. È attratto dalle persone, dai loro volti, dai gesti quotidiani e da ciò che resta appena fuori dall’inquadratura: un’attesa, uno sguardo, una luce che cambia.

La sua fotografia nasce quasi sempre in esterni, affidandosi alla luce naturale e al tempo necessario perché le immagini prendano forma. Che si tratti di un ritratto, di un lavoro commerciale o di un racconto di viaggio, il suo approccio resta lo stesso: osservare, ascoltare, entrare in relazione. Le immagini diventano così frammenti di storie, più che semplici fotografie.

 

Vive e lavora sull’Appennino Bolognese, dove ha il suo studio. Qui insegna fotografia, condividendo l’esperienza maturata sul campo con studenti e appassionati, convinto che la fotografia sia prima di tutto uno sguardo sul mondo, prima ancora che una tecnica.

 

Collabora con ARTlab, laboratorio di raccolta e produzione di materiale multimediale. È membro di TAU Visual Milano, contributor photographer per iStock di Getty Images, e fotografo del Festival del Cinema di Porretta Terme e del Porretta Soul Festival

Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, dal Bolognese a Firenze, fino a Boston, Chicago, Los Angeles e New York.

 

Per Giorgio la fotografia non è mai solo un’immagine: è un modo di avvicinarsi alle persone e di restituire, attraverso la luce, una storia da raccontare.

 

 

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GIORGIO BARBATO
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